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Presentazione Dati Turistici 2017 e Progetto Turistico “IF Italian Factory 2018-2020”

Presentazione Dati Turistici 2017 e Progetto Turistico “IF Italian Factory 2018-2020”
L’autodromo Enzo e Dino Ferrari cuore di un sistema turistico sempre più attraente e ricco di opportunità economiche per il territorio imolese.

E’ questa la realtà evidenziata da una ricerca condotta dalla società di consulenza turistica e territoriale Jfc e presentata lunedì scorso nella sala Senna dell’Hub turistico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Nello studio, cofinanziato da IF Imola Faenza Tourism Company e Città Metropolitana di Bologna, si parte dai dati delle presenze turistiche nel territorio del circondario imolese del 2017 per tracciare l’identikit degli ospiti arrivati nei 10 comuni in base a provenienza e motivi della visita. In seguito, la ricerca offre una stima del valore economico generato in particolare dall’autodromo e dal turismo sportivo.

Presenze in forte aumento. Nel 2017 il territorio del circondario ha registrato oltre 159.000 arrivi, il 13,2% in più sull’anno precedente. La performance migliore è quella di Imola, poco meno di 95.000 arrivi e un 14,2% di incremento. I numeri migliorano ulteriormente se ci si riferisce alle presenze, vale a dire ai pernottamenti nelle strutture ricettive dei dieci comuni: quasi 358.000 il dato circondariale, con un aumento del 18,8%. Anche in questo caso Imola spicca con oltre 218.000 presenze, il 20% e dunque un quinto in più rispetto al 2016.

I visitatori che approdano a Imola sono soprattutto italiani (l’Emilia Romagna, seguita dalla Lombardia, la regione più rappresentata), ma anche gli stranieri sono in aumento. Il periodo preferito è quello estivo, da giugno a settembre. Quanto ai motivi della visita, le presenze generate dalle aziende sono al primo posto, con oltre il 23%, seguite dall’autodromo Enzo e Dino Ferrari al 17% e dai clienti business con il 10%.

Record assoluto. Quello del 2017 è un record assoluto per il territorio imolese e rappresenta il culmine di una tendenza all’aumento particolarmente evidente soprattutto nell’ultimo biennio. Basti un dato: rispetto al 2006, anno dell’ultimo gran premio di formula uno corso a Imola, sono aumentati gli arrivi, da 105.000 a quasi 160.000, ma soprattutto le presenze, passate da 227.000 a quasi 358.000, ben 130.000 in più.

L’autodromo risorsa in espansione. La ricerca targata Jfc ha voluto inoltre realizzare alcune stime sul valore economico prodotto dal turismo. Un primo dato generale fissa in oltre 27 milioni il totale del fatturato generato dal settore turistico nel territorio circondariale, il 60% direttamente a beneficio delle strutture alberghiere, il restante 40% distribuito tra negozi, ristoranti, servizi e così via. Tra i settori in espansione, la clientela business, seguita dalle attività legate all’autodromo.

Proprio al circuito è stato dedicato un focus che calcola il valore economico attuale della più famosa infrastruttura imolese e il potenziale di incremento triennale.

In base a queste stime, oggi l’autodromo genera valore per circa nove milioni di euro tra fatturato del settore ospitale, servizi complementari e remunerazione del personale. Nove milioni che potrebbero salire a 11 semplicemente usando alcune delle giornate libere per attività non rumorose nei settori sportivo (mobilità elettrica, bici) e culturale, con un passo ulteriore verso la polifunzionalità dell’impianto.

Autodromo a parte, un altro settore dotato di grandi potenzialità di sviluppo è quello legato ad attività sportive e natura: bike, golf, trekker. Oggi il fatturato complessivo generato da questi appuntamenti è di circa 3.000.000 di euro, ma l’interesse è crescente.

 

Gli obiettivi triennali di IF. La presentazione della ricerca, alla quale erano presenti il presidente di IF, Gianfranco Montanari, il direttore Erik Lanzoni, l’amministratore unico di Jfc Massimo Feruzzi e la dirigente delle attività produttive della Città Metropolitana Giovanna Trombetti, è servita anche per un riepilogo sulle attività svolte finora dalla società turistica imolese e faentina e sugli obiettivi del piano triennale. “Italian factory 2018-2020” è il nome del progetto turistico, che punta a implementare i fatturati sui settori sport e natura, polifunzionalità dell’autodromo, distretto ceramico, golf e terme, proseguendo nell’opera di aggregazione di un territorio che appartiene a due destinazioni turistiche diverse secondo la legge regionale 4/2016, Romagna e Bologna Città Metropolitana. Nata nel 2016 proprio dalla fusione dell’imolese Stai e della faentina Terre di Faenza, oggi If opera infatti creando prodotti turistici che, pur rispettando le peculiarità di ciascun territorio, supera in realtà i confini amministrativi, con una vasta gamma di offerte complementari e capaci di attirare visitatori di tutte le età e di ogni continente.

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