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Incastonato nei Gessi di Brisighella, il Parco del Carnè, rappresenta uno degli ambienti più belli della Vena del Gesso Romagnola. Istituito nel 1971 ad opera della Provincia di Ravenna e dei Comuni di Faenza e di Brisighella, si estende su circa 43 ettari, di cui 26 di proprietà pubblica e 17 in affitto. Il paesaggio è tipicamente carsico e di grande interesse naturalistico, movimentato da un susseguirsi di doline erbose alternate a boschetti e dirupi. Sono degne di menzione, le doline “Catino di Pilato”, ai piedi di Monte Rontana, le doline gemelle nell’Abisso Faenza e la piccola dolina detta “Dolina del Gufo”. Tra le specie arboree presenti vari aceri, il sorbo domestico, il ciavardello, il ciliegio selvatico, il castagno, l’olmo campestre e il cerro nonché tiglio selvatico e frassino maggiore. In primavera si susseguono splendide fioriture di specie protette quali il dente di cane e le orchidee, inoltre, nei microambienti più freschi e umidi vegeta la felce lingua cervina.
Diversificata la varietà faunistica; nel parco si può annoverare la presenza di topi quercini, ricci, talpe, scoiattoli, ghiri, volpi, caprioli, cinghiali, faine e donnole, tassi e puzzole, istrici e pipistrelli (presenti in almeno sette diverse specie) che trovano nelle grotte un sicuro rifugio per il letargo ed il riposo diurno. Ricca e preziosa è anche l’avifauna, comprendente il raro sparviero, qui nidificante,  il rigogolo, il luì bianco, il codirosso spazzacamino e il picchio verde.
Presenti anche l’upupa e la ghiandaia marina. Completano la famiglia dei volatili lo sparviero e la poiana.
Nel corso di tutto il periodo estivo e fino all’autunno, il Parco Carnè ospita una serie di interessanti iniziative adatte per un pubblico di tutte le età, dai bambini fino ai nonni.
A pochi km dal Parco, lungo la strada che conduce a Rolo Terme, si incontra l’ingresso della Grotta Tanaccia, una tra le più belle e conosciute grotte dell’intera Vena del Gesso romagnola. Scavi archeologici effettuati presso il vasto ingresso, hanno portato alla luce numerose tracce di genti preistoriche: resti di vasellame, armi, ornamenti, etc. Più che da abitazione, venne forse utilizzata come luogo di sepoltura o di culto dall’Enolitico fino alla tarda eta del Bronzo. Il percorso della Grotta si sviluppa in orizzontale, per una lunghezza di circa 500 metri. Il primo tratto è relativamente semplice, si percorre quasi interamente in posizione eretta risalendo il corso di un piccolo ruscello e sbuca nella sala delle sabbie.
Una successiva strettoria con pareti magnificamente lavorate dall’erosione, conduce nella seconda sala detta “del ferro di cavallo”. Infine un tratto da percorrere a carponi, nel letto del ruscello che in questo punto si allarga notevolmente, conduce all’ultima sala visitabile, detta “del guano”, che deve il nome alle enormi quantità di tale deposito dovuto alla presenza di numerose colonie di pipistrelli, tutt’ora abituali frequentatori delle grotte.

Orari di Apertura

Lunedì

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Martedì

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Mercoledì

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Giovedì

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Venerdì

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Sabato

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Domenica

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Grotta Tanaccia: le Visite possono essere organizzate su prenotazione, tutti i giorni dal mese di aprile, previa prenotazione telefonica.

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