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Argillà grande veicolo di promozione per Faenza e di indotto per le imprese dell’ospitalità

Argillà grande veicolo di promozione per Faenza e di indotto per le imprese dell’ospitalità

Oltre 800 mila euro di fatturato in più per alberghi e ristoranti, stranieri sopra al 40% delle presenze

Argillà sempre più veicolo di promozione turistico-promozionale per il territorio faentino.Lo dice una ricerca curata dall’agenzia di consulenza turistica JFC, che ha tracciato un bilancio della manifestazione tenutasi a Faenza dal 31 agosto al 2 settembre scorsi sia da un punto di vista economico che da quello del numero e della provenienza dei visitatori.

Partendo dal dato economico, la ricerca evidenzia che Argillà in tre giorni ha prodotto per le imprese faentine che si occupano di commercio, ospitalità e ristorazione oltre 800 mila euro di fatturato.
Secondo i dati, infatti, da Argillà proviene il 45% del fatturato complessivo di 1 milione e 781 mila euro registrati dalle imprese dei settori ricettivo (alberghiero ed extra-alberghiero), bar e ristorazione veloce, ristoranti e pizzerie, commercio, servizi, più la voce incassi, che comprende parcheggi, introiti del Museo internazionale della Ceramica, degli stand e delle aziende che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.

Per quanto riguarda le presenze di visitatori, tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere la tre giorni ha significato un’occupazione media del 97,1%. Oltre il 58% di coloro che hanno soggiornato in una struttura del territorio almeno una notte durante Argillà era di provenienza italiana, mentre il restante 41,6% veniva dall’estero, con un balzo in avanti di 8 punti percentuali rispetto a due anni fa. In riferimento ai paesi di provenienza, guidano la classifica i francesi (20,8%), davanti ai russi (17%), ai tedeschi (15,5%) e poi via via spagnoli, sloveni, coreani, belgi e giapponesi.

Tanti i faentini che hanno visitato la manifestazione: il 49,8% del totale dei visitatori, infatti, risiede a Faenza, con l’aggiunta di un altro 15,5% proveniente dal comprensorio e un 8,6% di persone arrivate da altre località della provincia di Ravenna. Tutte le province dell’Emilia Romagna sono comunque state rappresentate, mentre tra gli ospiti delle altre regioni spicca un 20% di lombardi, con i toscani al secondo posto (13,3%) e i laziali al terzo (11,3%).

“Argillà – sottolinea in sintesi Massimo Feruzzi, amministratore unico di JFC e responsabile della ricerca – è sempre di più un grande evento di valorizzazione per Faenza, capace di innalzare la quota di internazionalizzazione al di sopra del 40%, ben dieci punti in più rispetto all’evento di due anni fa».

 

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