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Turismo 2013-2018: cresciuti arrivi e presenze in tutta l’area di Imola e Faenza

Turismo 2013-2018: cresciuti arrivi e presenze in tutta l’area di Imola e Faenza
Nel territorio imolese aumentano le ricadute economiche del 5% rispetto al 2017
Primo rilevamento nel Faentino: oltre 23 milioni di fatturato

 

Un quinquennio di crescita costante degli arrivi e delle presenze turistiche nel territorio di Imola e Faenza. Questo è il primo dato che emerge dall’Analisi dei flussi turistici condotta dall’istituto Jfc per conto di If Imola Faenza Tourism Company, che è stata presentata oggi a Imola nella conference room Ayrton Senna dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Dal 2013 al 2018 il totale degli arrivi è passato da 197.328 a 263.910, con un aumento del 33,7%, 66.582 arrivi in più in numeri assoluti. Guardando al solo triennio 2016-2018 (il periodo di operatività di If), l’incremento è consistente: +18,6% in termini percentuali, 41.431 in dati assoluti. Per quanto riguarda le presenze (vale a dire i pernottamenti), il numero raggiunto nel 2018 è di 610.716, con un incremento del 24% nel quinquennio (+118.367) e del 15,8% nel triennio (+83.388).

Passando alle ricadute economiche, il fatturato riconducibile al settore turistico nell’area If nel 2018 è stato di 52 milioni e 226 mila euro: 31 milioni e 82 mila euro provenienti dal settore ricettivo (alberghiero ed extra alberghiero), 21 milioni e 143 mila euro di indotto, ovvero legato ai servizi connessi (ristorazione, commercio, trasporti, servizi accessori). Ogni turista ha portato al territorio mediamente 85,51 euro, 50,89 al settore ricettivo e 34,62 ai servizi.

 

L’identikit dei turisti che visitano il territorio imolese e faentino? L’analisi delle presenze dice che due pernottamenti su tre (69.748) sono di persone provenienti dall’Italia, soprattutto del nord: al primo posto c’è la Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna e dal Veneto, con il Lazio al quarto posto e la Campania al quinto. Per quanto riguarda gli stranieri (32.459 presenze nel 2018), guida la Germania con 4.841, seguita Francia, Cina, Belgio e Regno Unito.

Focus Ambito Imola

Nel circondario imolese gli arrivi dei turisti nel quinquennio 2013-2018 hanno registrato un’importante crescita, toccando la punta più alta nel 2018 con 164.592 arrivi (+30,9% sul 2013). Forte incremento nel periodo anche per le presenze (+24,8%, che in termini assoluti significa 68.210 unità in più). Nel confronto dei singoli anni, tuttavia, si osserva una riduzione nel numero dei pernottamenti nel 2018 rispetto al 2017, un fenomeno che si può imputare a diverse concomitanti cause: un calendario di eventi particolarmente ricco nel 2017 con 3 settimane di presentazione nuovi modelli Lamborghini a maggio, concerto dei Guns N’Roses a luglio, Ferrari Challenge a ottobre, finali mondiali Lamborghini a novembre, che avevano fatto registrare nel 2017 un incremento record delle presenze con +20,1%; inoltre si segnala l’aumento del sommerso nel settore della ricettività che ha raggiunto livelli di particolare criticità (secondo uno studio di Federalberghi che ha analizzato il territorio imolese) e il fatto che molte strutture non comunicano regolarmente i dati all’Ufficio statistica della Regione Emilia-Romagna. Tali considerazioni sono suffragate anche dal dato relativo alla riscossione dell’imposta di soggiorno da parte del Comune di Imola, che nel 2018 è cresciuta dell’1,1% rispetto all’anno precedente.

Nel dettaglio dei singoli comuni, il 2018 nel settore arrivi è stato positivo per tutto il territorio, con la prevedibile eccezione di Dozza: il borgo dei “muri dipinti” sconta infatti la chiusura della principale struttura alberghiera (Monte del Re). Imola è al primo posto nel numero di arrivi con 98.222 totali (+3,5% sul 2017) davanti a Castel San Pietro Terme, che registra una migliore performance con un aumento del 10,3% (53.489 totali). Al contrario di Imola tuttavia, dove sono aumentati sia i visitatori italiani che gli stranieri, sul Sillaro gli stranieri si sono ridotti del 33,7%, ampiamente compensati però dall’impennata dei turisti nazionali (+47,1%). Gli aumenti percentualmente più cospicui arrivano tuttavia dagli altri comuni: 11.191 totali per un incremento del 15,3%.

Diversa, invece, la situazione delle presenze, in calo del 4,3% nel 2018 sul 2017 per i motivi sopra elencati.

Il target primario dei turisti dell’area imolese è rappresentato dalla clientela convenzionata con aziende del territorio (25,5%), seguita da quella legata all’autodromo, in aumento sul 2017 (16,42%), dagli ospiti business (11,10%) e da altri gruppi. Interessante in particolare il dato del settore leisure (tempo libero, quindi il turismo vero e proprio) che cresce in numero di presenze (oltre 26.000) e in valori percentuali con il 7,82%, in calo i lavoratori (4,5%) e i Testimoni di Geova (3,8%).

Il fatturato generato nell’area imolese dal turismo supera i 29 milioni di euro, di cui il 58,9% (17 milioni e 108 mila euro) ricade sulle strutture ospitanti e il resto sul territorio (ristorazione, negozi, bar, servizi, musei eccetera). Registriamo pertanto un aumento, rispetto al dato 2017, del 5%. Il solo autodromo “Enzo e Dino Ferrari” genera un fatturato pari a 5,7 milioni di euro: quasi 3 milioni per il settore ricettivo, 2,7 per i servizi sul territorio. Malgrado un calo delle presenze dello 0,86% rispetto al 2017, l’infrastruttura nel 2018 ha fatto aumentare il fatturato ad essa riconducibile (+8,4%), risultando seconda dopo il settore “convenzioni”, che supera i 7 milioni. Per quanto riguarda Imola, essendo stata realizzata l’analisi anche sul 2017, è possibile un confronto, dal quale emerge un aumento del 5% del fatturato legato al turismo, passato da 27 a 29 milioni di euro.

Focus Ambito Faenza

Per quanto riguarda l’area faentina, l’incremento degli arrivi si è mantenuto costante negli anni, con un risultato molto positivo anche nel 2018 (+99.318), per una variazione complessiva nel quinquennio di +38,7% (27.688 in valori assoluti). Andamento analogo anche per le presenze: incremento costante nel periodo 2013-2018 e punta massima nel 2018 (267.987 presenze). L’aumento nei cinque anni è del 23% (oltre 50.000 presenze in più).

Comune per comune, gli arrivi si rivelano nel 2018 ovunque in aumento, tranne che a Brisighella, dove si è registrata una flessione del 2,2%. Faenza guida con 60.338 (+5,1% sul 2017) davanti a Riolo Terme con 17.730 (+5,3%). Altissimi gli incrementi negli altri comuni dell’Unione Romagna faentina (+68%).

Anche per quanto riguarda le presenze l’aumento nel 2018 è significativo sia relativamente agli italiani (+6,2%), sia agli stranieri, che crescono in maniera ancora più netta: +15,6%.

Passando ai target, nel Faentino prevale la tipologia leisure con il 17,33% delle presenze, che in valori assoluti superano le 46.000 unità. Seguono la terza età (10,66% e oltre 28.000 pernottamenti) e il comparto termale che supera le 25.000 presenze e arriva al 9,56% di percentuale sul totale.

L’ambito faentino registra un fatturato da turismo pari a 23 milioni e 171 mila euro (essendo il primo anno di rilevamento non è possibile effettuare un confronto con l’anno precedente). Di questi, il 60,3% è direttamente riconducibile alle strutture ospitanti (13 milioni e 974 mila).  Il settore più redditizio per fatturato è il leisure con 4,5 milioni di euro, seguito ceramica (2,7), enogastronomia (2,4), termale (2,1), fiere (1,6) e da terza età (1,5).

Dichiarazioni
Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della Ricerca

«Questo territorio sta rapidamente evolvendo la propria offerta su dinamiche strettamente connesse ai valori intrinsechi del territorio stesso ed è per questo motivo che i maggiori indici di crescita fanno riferimento alle tematiche legate al leisure, che si traduce in soggiorni d’esperienza, di scoperta dell’identità culturale ed artistica, di sperimentazione sportiva, etc.  Ritengo altresì importante rilevare come, più che il singolo dato dell’incremento delle presenze, è nelle ricadute economiche che questa industria produce il vero valore sociale, considerando che nel 2018 il comparto ha generato ben 52 milioni di euro di fatturato, tra settore ricettivo e servizi del territorio, come pure si rileva un valore/medio/presenza decisamente interessante, pari a 85,5 euro».

Erik Lanzoni, direttore If Imola Faenza Tourism Company

«La ricerca che abbiamo commissionato parte dai dati per raggiungere ben altri obiettivi: capire quale direzione debba prendere la nostra attività, quali tipi di turismo intercettare, valutare se le azioni che compiamo portano risultati. Oltre all’aumento del fatturato legato al turismo, che si può evincere dai dati dell’area imolese, sottolineo che a crescere sono alcuni target come il turismo leisure, che è particolarmente interessante perché porta le maggiori ricadute: è un turismo fatto da persone che hanno ottima capacità di spesa e che permette di valorizzare di più tutto quello che abbiamo da offrire: i musei, le rocche, la ristorazione e i prodotti tipici, le cantine, il wellness e così via. Infine, una considerazione, che porta ad essere ottimisti: dai dati, già molto positivi, mancano gli escursionisti, vale a dire che non compaiono coloro che partecipano a visite e gite di un giorno e che rappresentano un’altra bella fetta di persone che frequentano il nostro territorio pur non soggiornandovi».

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